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La voce contemporanea in Italia vol 6 - Recensioni

Indice
La voce contemporanea in Italia vol 6
Note illustrative
Recensioni

Da “Musica” di dicembre 2016 - gennaio 2017: La voce contemporanea in Italia vol. 6 (massimo punteggio *****)

“Non sappiamo se questo sia l’ultimo CD dedicato alla voce contemporanea in Italia, ma è certo che possiamo fare un bilancio di questo progetto, sviluppato nell’arco di un decennio. I pezzi incisi appartengono agli ultimi 60 anni, ma vanno anche dietro allo spartiacque rappresentato dalla fine della seconda guerra mondiale, per proporre ad esempio lavori di Petrassi e Scelsi. Sono rappresentate le più diverse tendenze, da Berio a Battistelli a Ferrero: l’importanza di un progetto di questo tipo e in questi tempi si può capire pensando al ruolo della tradizione di canto in un Paese come il nostro: aggiungiamo il valore di stimolo che esso ha verso i compositori e gli stessi interpreti. Tutti i pezzi di questo sesto volume (eccetto, per ragioni evidenti, ‘Aria’ di Cage, del 1958) sono stati dedicati al Duo Alterno. Luigi Esposito [...] il suo ‘Sei metri quadrati’ è di fatto una pièce teatrale [...] il pianista-attore agisce sul pianoforte, vale a dire sulla tastiera e sulla cordiera, e pronuncia parte del testo (con ottime doti di recitazione, bisogna dire); il soprano alterna passaggi in parlato a glissando e a note intonate, in un brano in cui il testo fa da guida [...] Giuseppe Giuliano [...] realizza con ‘Click-photofit’ un omaggio al grande fotografo Henri-Cartier Bresson [...] l’interprete al pianoforte lavora anche sulle percussioni, mentre la cantante realizza note intonate, brevissimi segmenti caratterizzati da salti, singole sillabe o consonanti, in una realtà che appare mutevole, costruita sull’istante più che sul gioco suono-silenzio [...] Figura singolare e che gode di grande prestigio a livello internazionale è Adriano Guarnieri [...] il canto, e indirettamente la voce, è stata forse da sempre una componente fondamentale nella produzione di Guarnieri, che qui si esprime con una intensità che sembra volere forzare il testo [...] Eccoci poi a ‘Mothers of Hope’ di Carlo Alessandro Landini, un brano nel quale la voce realizza ampi melismi e che si distingue per le calde sonorità del pianoforte: difficile resistere al fascino di questo pezzo [...] Infine ‘Aria’, scritto dall’americano John Cage a Milano [...] Cage aveva previsto che questo pezzo potesse essere eseguito insieme ad estratti di sue composizioni, ‘Fontana Mix’ o il ‘Concerto per pianoforte e orchestra’ [...] le durate variano dai 5 minuti circa (Nicholas Isherwood) agli oltre 10 (Cathy Berberian e qui il Duo Alterno) [...] Dalle registrazioni del brano vediamo come la voce della Berberian sia pienamente inserita, quasi assorbita dal pezzo elettronico (‘Fontana Mix’), quasi a diventare una componente fra le tante che ascoltiamo; invece (descriviamo una scelta), la voce della Scandaletti spicca rispetto alla parte registrata, con estratti dal ‘Concerto’ [...] al Duo Alterno vanno riconosciute non solo doti di interpretazione, ma anche la capacità creativa di sapere cogliere il senso dei segni e costruire, insieme all’autore, il pezzo vero e proprio. Il pianoforte di Piacentini ha un suono metallico; la Scandaletti dimostra di possedere notevoli doti tecniche ed un range piuttosto esteso: fa impressione ascoltare una cantante (si vedano le note finali in Guarnieri e Landini) che riesca a eseguire note lunghe e acutissime mantenendo una dinamica esile, una sorta di cerchio di Giotto in ambito musicale.” (Gabriele Moroni)

Da “Suonare News” di novembre 2016:
Intervista con il Duo Alterno. Quel cortocircuito che dà la scossa
“Riccardo Piacentini e Tiziana Scandaletti sono da vent’anni un punto di riferimento nel repertorio liederistico del Novecento. Nel loro discorso musicale i fraseggi diventano gesti comunicativi da costruire con il pubblico. In scena in Piemonte, sino al 24 novembre, i loro ‘paesaggi sonori’. Il ricordo di Francesco paolo Tosti che nobilitò la romanza da salotto [...] nel 2017 il Duo Alterno festeggia 20 anni, auguri! [...] un punto di riferimento nel repertorio vocale cameristico del Novecento [...] circa 70 compositori vi hanno dedicato nuove opere, nomi molto noti come Morricone, Manzoni, Procaccini [...]” (Filippo Michelangeli)

Da "Amadeus" del gennaio 2015: Duo Alterno La voce contemporanea in Italia vol. 6
Il sesto volume della Voce contemporanea in Italia, preziosa antologia del repertorio vocale di musica nuova realizzata dal Duo Alterno (Tiziana Scandaletti, soprano; Riccardo Piacentini, pianoforte) comprende cinque composizioni: Sei metri quadrati (2010) di Luigi Esposito, Click-photofit (2011) di Giuseppe Giuliano, Rilke Lieder I, II, III (2012) di Adriano Guarnieri, Mothers of hope (1997) di Carlo Alessandro Landini, Aria (1958) di John Cage. Con l'eccezione del pezzo di Cage, nella versione per voce e pianoforte composta a Milano nel 1958 per Cathy Berberian, si tratta di composizioni tutte dedicate al Duo Alterno. In Sei metri quadrati s'impone un'esplicita, vivida dimensione scenica, che nella sola registrazione si deve di necessità immaginare, così come del resto occorre fare anche ascoltando Click-photofit, dove la filigrana dell'interazione tra la voce e il pianoforte prende le mosse dal richiamo tra suoni, parole e immagini. Una proiezione onirica e visionaria sostanzia poi la densità incandescente dei tre Rilke-Lieder, mentre le melopee vocali e la tavolozza di colori di Mothers of hope traggono spunto da un dipinto di Francesco Clemente. Diversi stili vocali e diverse lingue caratterizzano il virtuosismo giocoso e caleidoscopico dell'Aria di Cage, che conclude degnamente un programma impaginato e quindi interpretato con passione e intelligenza dal Duo Alterno. (Cesare Fertonani)

Da "GBOpera Magazine" del dicembre 2014: La voce contemporanea in Italia vol. 6
È con particolare piacere che presentiamo il sesto CD della collana La voce contemporanea in Italia, nel quale il Duo Alterno interpreta quattro lavori che gli sono stati dedicati da altrettanti compositori italiani viventi, per concludere con un classico della contemporaneità, Aria, scritto da John Cage nel 1958, per la voce di Cathy Berberian, durante la sua permanenza in Italia. Il CD, edito da Stradivarius (STR 33976), è uscito il 13 settembre 2014.
È noto l’interesse del Duo Alterno per i rapporti tra suono e immagine, tra musica e arti visive; un interesse che viene alimentato da continue visite ai più importanti musei del mondo nel corso delle sue tournée internazionali o addirittura dall’esibirsi proprio all’interno di suggestivi spazi museali. Nello specifico del loro lavoro di ricercatori ed interpreti, Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini ritengono essenziale “vivere” l’impatto grafico voluto dagli autori nei loro manoscritti o nelle edizioni finali da loro stessi curate, cifra distintiva – questa rilevanza della grafica – della musica più recente come emerge da ognuna delle partiture relative ai pezzi contenuti nel CD. In particolare: le musiche pittoriche e i grafismi presenti sulla partitura di Luigi Esposito rimandano alle truculente immagini evocate dal crudamente esplicito testo di Guido Barbieri sulla vergogna di Guantanamo; il lavoro di Giuseppe Giuliano sul fotografo Henri Cartier-Bresson, nonché su testi di Dan Albertson, fa trasparire una “metafisica di oggetti” (grafici e fisici); la densità pittografica della partitura dei “Rilke Lieder” di Adriano Guarnieri corrisponde a suo modo alle immagini metaforiche di cui traboccano i testi del poeta tedesco; il raffinatissimo acquerello musicale “Mothers of hope” di Carlo Alessandro Landini rivela espliciti riferimenti all’omonimo quadro del napoletano newyorkese Francesco Clemente. Conclude il CD uno dei lavori archetipici di John Cage, la cui partitura si basa su una notazione particolare, ma nel contempo semplice: una sequenza di linee variamente colorate, che rappresentano le modulazioni del canto dall’ampia tessitura. Ad ogni colore l’interprete associerà liberamente un diverso style of singing: ad es. – sono scelte fatte a suo tempo dalla Berberian –, al blu scuro un’impostazione jazzistica, al nero un’impostazione drammatica, al viola uno stile alla Marlene Dietrich, al marrone un timbro nasale, e così via. Si tratta di artifici grafici, che anticipano i fumetti musicali di Cathy Berberian e molti dei lavori variamente pittografici degli anni Sessanta e oltre, da Berio a Maderna a Bussotti.
Ma vivere il rapporto suono-immagine si traduce per il Duo Alterno anche nel dare alle sue performance un taglio sinestetico attraverso videoproiezioni, movimenti scenici (ivi compresi quelli delle presentazioni verbali, intese come parte integrante dello spettacolo), “foto-suoni” e cioè suoni registrati durante le varie fasi di una tournée e diffusi in tempo reale nel corso di un determinato evento, per dargli una dimensione maggiormente prospettica e tridimensionale, in particolare attraverso gli interludi pianistici. A questo proposito, non è affatto secondario per i solisti del Duo Alterno il legame tra un determinato brano musicale e il luogo o i luoghi a cui è associato: ad esempio il luogo della sua prima esecuzione e quello cui rimanda il contenuto del brano stesso. Ne risulta, in sintesi, una concezione della musica in base alla quale questa, lungi dall’essere un’arte assoluta che esprime solo se stessa, presuppone sempre una “chiave di lettura”, in cui le immagini evocate dai suoni assumono un significato profondo non solo per l’ascoltatore, ma anche per lo stesso interprete. Quest’ultimo, primo ascoltatore di se stesso, non può fare a meno di proiettare il suono in un universo di colori e immagini: non sarà un caso se il timbro è spesso chiamato “colore”, non solo nella lingua italiana, e se tante metafore visive vengono utilizzate in ambito musicale.
Questi dunque i criteri ispiratori dell’attività del Duo Alterno, come conferma il contenuto di questo CD, il cui interesse nasce anche dalle qualità interpretative dei due artisti, in particolare (senza nulla togliere al valente pianista) dalla versatilità rivelata da Tiziana Scandaletti, nell’affrontare un repertorio così vario. Estremamente convincente la performance del soprano in “Sei metri quadrati” di Luigi Esposito, dove l’inquietante racconto è affidato a due narratori (l’ex prigioniero e la sua beffarda interlocutrice), che inizialmente esprimono due diversi punti di vista, ma poi ben presto, nel resto del pezzo, si confondono insieme. Qui la Scandaletti segue con grande efficacia interpretativa la linea vocale, che, tra spazi claustrofobici e fetidi odori, alterna ad un declamato enfaticamente espressionista, allucinati melismi e ritmati passaggi di canto sillabato, nei momenti cruciali della truce rievocazione, mentre il pianoforte procede con grande libertà tra aggregati di note dissonanti, nonché glissandi e pizzicati, ottenuti agendo direttamente sulle corde.
Analoga maestria interpretativa da parte del soprano si coglie nell’esecuzione del pezzo di Giuseppe Giuliano, “Click-photofit” (su un testo in francese), dove il pianoforte ha un ruolo prevalentemente percussivo anche con interventi diretti sulle corde (gravi), associandosi ad altre percussioni, e il canto è ancora costituito da melismi con rapidi guizzi della voce verso il registro acuto o verso quello grave. Efficacissimo il soprano nel fraseggio, caratterizzato anche in questo caso da una evidente esasperazione espressiva, che si concentra nella pronuncia prolungata ed estremamente marcata delle consonanti, in particolare la “s” e il gruppo “tr”.
Assolutamente all’altezza, quanto a mezzi vocali e intelligenza nel loro uso, il soprano nei due pezzi seguenti: i “Rilke Lieder” di Adriano Guarnieri, su frammenti di liriche del poeta tedesco – dove il pianoforte ha un ruolo più tradizionale, seppur attraverso un’armonia dissonante, mentre il canto è caratterizzato prevalentemente da note tenute tra passaggi a piena voce e filati all’interno di un’ampia tessitura – , e il pezzo aforistico “Mothers of hope” di Carlo Alessandro Landini, su testo in inglese dell’autore stesso, dove ancora il canto si caratterizza per i melismi e l’ampia tessitura, con accompagnamento del pianoforte, costituito da figure ritmiche e strutture armoniche piuttosto tradizionali, queste ultime in qualche modo ancora legate alla tonalità. Quanto all’ultimo pezzo, l’estroversa e scanzonata “Aria” di John Cage – una sorta di pastiche, dove convivono elementi desunti dal jazz, dalla musica popolare, dal repertorio operistico, dalla musica orientale, dalla prosa teatrale, ecc. –, l’interpretazione di Tiziana Scandaletti rivela una versatilità, un controllo della voce, una verve al pari di di una Cathe Berberian. E non è un complimento di maniera.

da "Blow up"
Tiziana Scandaletti, soprano, e Riccardo Piacentini, pianoforte, sono due esperti performer, non semplici strumentisti da camera. La serie sulla voce è di loro ideazione e nel presente capitolo troviamo opere di Esposito (Sei metri quadrati), Giuliano (Click-photofit), Guarnieri (Rilke Lieder), Landini (Mothers of Hope) e Cage (Aria). Li ascoltiamo aggirarsi con fare disinvolto tra partiture che possiedono una forte componente visuale e teatrale. Da apprezzare dal vivo se capitano a tiro.
P. Poggio


 

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