...because open source matters

Musiche della Reggia di Venaria Reale - Testi

Indice
Musiche della Reggia di Venaria Reale
Testi
Autori e interpreti

• La Cappella di Sant’Uberto: "Sonata a tre"
Per volontà magnifica di Sua Altezza Vittorio Amedeo II si decide di ampliare e abbellire la Reggia di Venaria Reale… Per ricchezza e strategia, la Sabauda Maestà intende renderla più comoda, più degna, più regale. Fornirla di saloni dall’acustica meravigliosa, di ambienti luminosi che si vogliono «bene disposti per tutte le stagioni», pronti a ricevere la fonte del sole...
Filippo Juvarra corona il desiderio sovrano: la Cappella di Sant’Uberto, grande come una chiesa, oggi sconsacrata, è un autentico gioiello della sua architettura. Ancora oggi vi suonano musici e strumenti di epoche lontane… e vicine.

• La Torre dell’Orologio e la Corte d’onore
La Torre dell’Orologio è il portale sonoro della Reggia...
Oltre quell’arco si entra nella Corte d’onore: un tempo divisa in due cortili, dal Settecento un unico grande scenario, per un teatro da inventare.

• La Reggia di Diana e la Stanza dei Telamòni
Amedeo, Amedeo, signor architetto Amedeo di Castellamonte, faccia meravigliosa lei codesta corte, progetti dunque un nuovo complesso e grande attorno e oltre il vecchio cuore della Casa, la Reggia di Diana. I suoi spazi risuonano ancora, magnificamente…
Progetti, lavori, maestri, operai, arredi, danari, eppure… Vittorio Amedeo II, sovrano in ascesa tra le medio-piccole corti d’Europa, non è contento: Venaria non è abbastanza Reale, priva – la trova ancora priva – di quello che si richiede per la maestà di una residenza degnamente sabauda, grandiosa e altisonante…
Michelangelo signor Architetto Garove e lei Maestro Juvarra ricevete dunque l’incarico di ampliare ancora. L’orizzonte del bello e anche del lusso sarà il solo limite del vostro budget. Ecco gli appartamenti settecenteschi, la Stanza dei Telamòni…

• La Galleria di Diana: "Picander 2004"
I Padiglioni di Garove e, in mezzo, il «teatro di luce» della Galleria di Diana...
Feste regali davvero si terranno nella Galleria di Diana, divina di cacce amorose. Anche le danze, i musici, si paghino – mai abbastanza, signori – i migliori da Torino, si chiamino i melodici virtuosi da Venezia, gli armonici da Lipsia, i danzanti elegantissimi dalla Reggia, ideale cugina nostra, di Versailles.

• I Giardini reali
I Giardini reali… Oasi di incantate geometrie… Come l’Adagio di una sonata.

• Il Belvedere Alfieri
Se questa Reggia intende rappresentare il mondo, questo e quell’altro, bisognerà allora congiungere l’immagine terrena di Diana con quella di gioia eterna evocata da Sant’Uberto
Il Belvedere Alfieri: da quassù si ascoltano, si dominano tutte le voci della Reggia: i suonatori gagliardi della Corte d’onore...
i flauti, i cembali, gli archi, le danze della Galleria di Diana…
i suoni celesti della Cappella di Sant’Uberto…
Ora sì, ora Sua Altezza pensa di poter essere contento. Attraversa la Reggia e, dietro a lui, i suoi architetti dicono: guardatelo, sembra in Paradiso, un po’.

 

Picander 2004
Testo di Riccardo Piacentini, parodiato da Picander
Personaggi: La Putta, Picander, I Musici, I Foto-suoni

SIGLA

La Putta: Dov’è? dov’è?

I Musici: Dov’è chi?

La Putta: Picander! La festa sta per cominciare e lui non ha scritto una riga.

I Musici: Oooooh! Andiamolo a cercare!

• RECITATIVO I

La Putta: Qua non si capisce niente. Dovevo restare a Venezia in orfanotrofio, a cantare; sì, a cantare con quel prete di Vivaldi, e invece no: mi mandano a cantare qua.Aaaaa... La musica c’e’ (è questa qua!) ma le parole... le parole dove sono? Dov’è Picander?

I Musici: Eccolo, eccolo! Eccolo qua!

Picander: Eccomi, eccomi! Eccomi qua!

• RECITATIVO II

La Putta: Picander mio bello, ci sono o non ci sono queste parole?

Picander: Parole... parole... E che ci vuole? Le scriviamo subito, le parole. Chi dobbiamo festeggiare? ... Chi? Lui!?

La Putta: Di più, di più... Più in alto.

Picander: Per tutti i Kaiser! L’eccellentissimagnificarcititolatosignore!! Sua committenza delle committenze! ... Tu canta, io scrivo.

• DUETTO DELLE VOCALI

La Putta: A... e... i... o... u...

Picander: A... a... a Te... A... a... a... arcititolato Signore! E... e a tutti i tuoi parenti: mogli, amanti, figli e nipoti. I... i... i... inneggiamo a Te, nostro Arcititolato Signore! I... Inneggiamo! O... o... oggi è un giorno straordinario, memorabile... Un giorno che la birra o il vino non faranno dimenticare. Forza flauti e archi... Suonate! E voi, cimbali, tintinnate! Tin... tin... tin...

La Putta: E bravo Picander!

• INTERMEZZO IA

• ARIA DI BACCO, O BACCANALE I

Picander: Ho finito le parole. Sentite...

La Putta: Arcititolato signore, committenza delle committenze... ascolta questo incauto baccanale! «Grande genio è il nostro Bacco, / dio o musico chi sa? / E geniale è il suo prodotto: / vino o musica sarà! / Tu, signore generoso, / non deludere le attese, / altrimenti noi piantiamo / un immondo gran baccano; / baccanale! – vorrai dire; / no – io dico – gran baccano!»

• INTERMEZZO II

• DUETTO "SWINGATO" DI BACCO, O BACCANALE II

La Putta e Picander: Arcititolato signore, committenza delle committenze... ascolta questo piccolo "dolcesinuoso" baccanale! «Ïo scrivo e tu canti... / ïo canto e tu scrivi... / Bacco: che musico d’incanto! / Committenze noi vogliamo, / no no no nessun baccano; / solo amici e tanti auspici.»

Picander: E tu, arcititolato signore delle committenze, ascolta quest’altro brano, che in canone fu scritto affinché più volte lo ascolti, a diritto e rovescio, avanti e indietro.

• INTERMEZZO III

• RECITATIVO III

La Putta: Qua comincia a capirsi... voi che dite? Qua comincia il grande baccanale, il baccanale dei baccanali. E’ ora di festeggiare: brindiamo! Cìn cin cin pròsit evvìva! E voi, Musici, suonate! Cimbali, ritintinnate!! Tin... tin... tin...

• CONCERTATO FINALE DI BACCO, O BACCANALE III

Tutti: Cìn cin cin pròsit evvìva!

La Putta e Picander: «Suonare... cantare... scrivere... / Ognuno qui bene vede / che, se non c’è chi lo chiede, / il nostro Bacco divino / non fa musica né vino! // Suonare... cantare... scrivere... / Per ché Bacco lo farà? / Committenza, civiltà, / civiltà del bel sentire, / committenza... progredire! // Estetica malandrina, / tu vuoi insegnare che l’arte / è solo un gioco di parte; / che l’artista non ha scopo / ed è in crisi prima e dopo!»


 

Rive-Gauche Concerti
Strada degli Alberoni 12/22, 10133 Torino - Tel. e fax +39.011.6614170
Copyright © 2017 Rive-Gauche Concerti