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La voce contemporanea in Italia vol 5

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La voce contemporanea in Italia vol 5
Note illustrative
Recensioni

CD Stradivarius STR 33895 (Milano, 2011) prodotto da Rive-Gauche Concerti con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT.
Quinto CD della serie dedicata al repertorio vocale da camera contemporaneo.
Interpreti: Duo Alterno (Tiziana Scandaletti soprano, Riccardo Piacentini pianoforte), con la partecipazione dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Roberto Gianola e con Carla Savoldi flauto Virginia Arancio chitarra elettrica. Note musicologiche di Guido Barbieri.


Estratto da "La voce contemporanea vol. 5"


TRACKLIST
Lorenzo Ferrero
Canzoni d'amore
(1985)
I. Mi palpita il cuore
II. Se un altro amore
III. Che legge spietata
IV. Torna la calma in noi
V. Se altro che lacrime
VI. Pensa che resto e soffro
VII. Sono un fiume che gonfio di umori
Testi di Pietro Metastasio rivisitati da Marco Ravasini e Lorenzo Ferrero


Giorgio Battistelli
Lettera di Angela
(2008-10)
Dall'opera “Divorzio all'italiana”
Testo di Giorgio Battistelli
Riduzione per il Duo Alterno


Fabio Vacchi
Aria di Nadia
(2009)

Dall'opera “Lo stesso mare”
Testo di Amos Oz
Estratto dall'Autore per il Duo Alterno


Quattro Divertissement amorosi


Pieralberto Cattaneo
Se...
(2009)

per voce, flauto e pianoforte
Sull'aria “Se tu m'ami” di Giovan Battista Pergolesi
Testo di Paolo Antonio Rolli
Dedicato al Duo Alterno
Carla Savoldi
flauto

Victor Andrini
Marcello's Divertissement
(2008)
per soprano, chitarra e pianoforte
Sull'aria “Quella fiamma che m'accende” attr. a Benedetto Marcello
Testo di Anonimo
Dedicato al Duo Alterno
Virginia Arancio
chitarra elettrica

Riccardo Piacentini
Canson piemontéisa
(2010)
per soprano, pianoforte, orchestra e foto-suoni
Su un'antica melodia popolare piemontese (“La pastora e 'l lüv”)
Testo di Anonimo
Duo Alterno e Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Roberto Gianola
ESECUZIONE LIVE, MILANO, TEATRO DAL VERME, 28.11.2010


Da “Quattro canzóne napulitane”
(2010)
per soprano, pianoforte, orchestra e foto-suoni
Su romanze napoletane di Gaetano Donizetti
I. La conocchia
II. Me voglio fà 'na casa
III. Lu trademiento
Testi di Anonimo
Duo Alterno e Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Roberto Gianola
ESECUZIONE LIVE, MILANO, TEATRO DAL VERME, 28.11.2010


Il Duo Alterno racconta...

Canti d’amore. Una prospettiva irrinunciabile anche nella musica “contemporanea” più colta e impegnata. Si può tranquillamente dire, in questo caso schematizzando, che non ci sia compositore per definizione “colto” oppure “popolare”, autore di musica “leggera” oppure “pesante” (come amava ironizzare Franco Donatoni), algido madrigalista o dark rockettaro, ipersensibile ai trionfi dello share o al contrario indifferente ed eburneo, che non venga colpito e a sua volta colpisca con almeno un canto d’amore. Magari involontariamente, in modo implicito o persino imbarazzato...

La «cultura» – scriveva Max Weber nel 1904 sulla rivista Archivio di scienza sociale e politica sociale – «è una sezione finita dell’infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attribuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo». E ancora, nel 1905 in L’etica protestante e lo spirito del capitalismo: l’analisi storica è sempre «prospettica», è un «punto di vista» basato su «costruzioni idealtipiche» che l’uomo «liberamente» adotta.

Sembrano dichiarazioni d’amore, queste di Weber, che forse sua moglie Marianne, sociologa e femminista ante litteram, inseparabile compagna anche quando si trattò di proseguire l’opera del marito post mortem, potrebbe confermare come tali. In quel capolavoro di definizione di un termine altrimenti cattedraticamente asettico e non certo colluso con banali faccende sentimentali c’è un non so che di inquieto, di passionale ed erotico, c’è un porre al centro l’uomo con i suoi “punti di vista” e le sue fisiologiche pulsioni che, in assoluto, sono senza senso ma, relativamente ovvero contestualmente, assumono un significato profondissimo. In una parola, sono umani.

Abbiamo pensato che non possa che essere legittimo, ed anzi necessario, visti i fatti, dedicare questo CD della silloge La voce contemporanea in Italia a quella prospettiva irrinunciabile che ancora oggi, se non soprattutto oggi, emerge nella cultura, nell’arte e nella musica (perché la musica, “leggera” o “pesante” che sia, è comunque cultura!) e che si traduce sorprendentemente in canto d’amore.

Dalle Canzoni d’amore di Lorenzo Ferrero su testi di Metastasio rivisitati con sorriso intelligente e malizioso da Marco Ravasini e dallo stesso Ferrero, agli estratti così ricchi di espressività e passione dalle recenti opere di Giorgio Battistelli (Divorzio all’italiana) e Fabio Vacchi (Lo stesso mare), traslati per voce e pianoforte proprio per il Duo Alterno, ai Quattro Divertissement amorosi, sempre dedicati al Duo Alterno, che concludono il disco, si sono qui raccolte diverse declinazioni dell’amore, non escludendo un affondo in tradizioni vocali (Marcello, Pergolesi, Donizetti, Sinigaglia) che dei canti d’amore sono maestre non certo dimenticate dai compositori dell’oggi.

Accanto al sorriso disincantato e post-moderno, è l’erotismo che prorompe in lavori come le Canzoni d’amore (1985) di Lorenzo Ferrero, carichi di energia irrefrenabile e birichina che ti trascina dal primo al settimo brano, con qualche momento di apparente calma (come nel n. 4, Torna la calma in noi, che in realtà crea uno stato di sospensione interrogativa e tutt’altro che rassicurante). Eseguire questo lavoro di oltre venti minuti, qui inciso per la prima volta nella sua versione integrale per voce e pianoforte, è un’esperienza atletica di notevole impegno. Prima dell’incisione ne abbiamo curato diverse esecuzioni pubbliche, anche se parziali, dalla Serbia a Singapore, l’Australia e, per l’Italia, a Torino e Noto, sempre con entusiastici apprezzamenti da parte del pubblico.

Più brevi, ma intensissime, le più recenti composizioni di Giorgio Battistelli e Fabio Vacchi. La prima, Lettera di Angela (2008-10), è un’aria dalla connotazione viscerale e neo-verista, un’autentica scena di teatro che abbiamo eseguito per la prima volta al Lee Foundation Theater della Nanyang Academy of Fine Arts di Singapore il 6 ottobre 2010 tra un pubblico di professori e studenti con gli occhi a mandorla da cui trapelava visibilmente, anche agli occhi di noi occidentali, un’emozione curiosa e sincera. La seconda composizione, Aria di Nadia (2009), da noi eseguita in prima assoluta al Beijing Modern Music Festival il 25 maggio 2010 per un pubblico quasi interamente cinese ma con la presenza di una nutrita delegazione della Julliard School di New York tra cui spiccavano personalità come Samuel Adler e Joel Sachs, è anch’essa dedicata a una figura femminile sbalzata sullo stage cameristico da una vera e propria scena teatrale, ma in questo caso dalla natura vagamente saffica e profumata da suggestive atmosfere esoticheggianti. In entrambi i casi, i compositori hanno predisposto un estratto opportunamente elaborato per il Duo Alterno.

I “Quattro divertissement amorosi” che compongono la seconda parte del disco sono stati anch’essi composti nell’arco degli ultimi tre anni e costituiscono una sorta di polittico nel quale il nostro Duo ha collaborato di volta in volta con artisti e formazioni esterne quali il chitarrista di Portland (Oregon) Bryan Johanson, il flautista Massimo Mercelli, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano. Queste collaborazioni si aggiungono, per quel che riguarda La voce contempornea in Italia, a quelle precedenti con la violoncellista di New York Madeleine Shapiro (secondo CD) e il Quartetto Penderecki di Toronto (quarto). Inutile dire che si è trattatato di collaborazioni oltremodo preziose per la crescita umana e artistica del Duo Alterno. In questo caso, però, per ragioni pratico-logistiche unite alla volontà di coinvolgere una fascia di musicisti anagraficamente giovani, sono stati scelti la chitarrista alessandrina Virginia Arancio e, da Bergamo, la flautista Carla Savoldi che regolarmente collaborano con i rispettivi compositori.

Tutti i divertissement nascono per il nostro Duo e su una precisa idea di Tiziana: lasciando inalterata o quasi la parte del canto, rivisitare alcune note arie da camera del Sette-Ottocento italiano recontestualizzandole in un universo di suoni dichiaratamente attualizzato. Il risultato, come comprensibile, varia sensibilmente da autore ad autore e, se nel brano di Pieralberto Cattaneo (che sulla partitura si firma Pergolaneo) si dà un sottile e ricercato contrappunto a tre dove l’umorismo non è mai smaccato ma anzi pieno di garbo e gentilezza, pallido antidoto al dolore per un grave lutto familiare occorso al compositore pochi mesi prima, nel Marcello’s divertissement di Victor Andrini la chitarra elettrica si intromette come un “Pierino guastafeste” che interagisce attraverso una miriade di live effects che sembrano voler minare la stabilità di un Duo che, malgrado tutto, “tira dritto” e pare dirsi «non ti curar di loro, ma guarda e passa». Interessante metafora dei nostri tempi...

Diallettali gli ultimi due pezzi, sul filone di una serie articolata di lavori frequentemente programmati dal Duo Alterno, parte viva del suo repertorio: Regata veneziana di Gioachino Rossini, romanze napoletane di Gaetano Donizetti (versioni originali per voce e pianoforte), ‘A vucchella di Francesco Paolo Tosti, Vecchie canzoni popolari del Piemonte di Leone Sinigaglia, Quattro canti su antichi testi napoletani di Giorgio Federico Ghedini, Quattro favole romanesche di Alfredo Casella, El fior robà da “Quattro liriche per canto e pianoforte” di Valentino Bucchi, Quattro canzoni popolari di Luciano Berio... fino ai viventi, tra cui Ada Gentile con Come passa la giornata Betty Boop (con frammenti in romanesco su testi di Sandro Cappelletto) e Giorgio Colombo Taccani con L’àgnili, in dialetto sardo, lavori entrambi dedicati al Duo Alterno.

La Canson piemontèisa e le Quattro canzone napulitane sono presentate con il Duo Alterno in live recital del 28 novembre 2010 al Teatro Dal Verme insieme all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Roberto Gianola. La loro particolarità sta nel fatto che la rilettura mantiene inalterata la parte vocale delle melodie popolari di origine, desunte nel primo caso dalla raccolta di Costantino Nigra successivamente utilizzata da Leone Sinigaglia e, nel secondo, da quattro delle più celebri canzoni in dialetto napoletano di Gaetano Donizetti (l’ultima, per essere precisi, di incerta attribuzione). Il “multiverso” sonoro che si sviluppa intorno è davvero una «costruzione idealtipica» poliprospettica, forse anche un po’ eccedente se non debordante considerata la presenza dei “foto-suoni” (ovvero estratti del paesaggio sonoro secondo la poetica del foto-suono di cui si possono trovare notizie su www.rivegaucheconcerti.org) e la densa elaborazione contrappuntistica del tessuto orchestrale. Ciò si pone sulla scia di un repertorio “generoso”, che non solo risponde pienamente alla definizione weberiana di cultura ma, più recentemente, fa eco allo splendido monito dell’anarchismo metodologico di un campione della libertà di pensiero come Paul Feyerabend: non omologare incorrendo in imperdonabili e strumentali semplificazioni, ma piuttosto «conquistare l’abbondanza»!



 

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