...because open source matters

I suoni delle cose - Recensioni

Article Index
I suoni delle cose
Legenda
Scritti
Recensioni
Audioesempi

Da “Amadeus” del gennaio 2013: La realtà delle cose, un saggio che discute lo statuto dell’arte musicale attraverso l’esperienza dell’autore e le teorie dei grandi pensatori.

“Un manifesto poetico, una ricognizione ad ampio raggio sul rapporto tra filosofia e musica nella storia del pensiero occidentale, una riflessione sulla fruizione musicale e sul rapporto fra compositore e mondo reale: questo e molto altro leggiamo nel volume di Riccardo Piacentini uscito per i tipi di Curci. Da non confondere con il risultato di un semplice passatempo intellettuale, come giustamente avverte lo storico e sociologo Marco Revelli nella prefazione, questo saggio si propone di discutere lo statuto dell’arte musicale passandolo tanto al vaglio dell’esperienza dello stesso autore (in questo senso gli estratti dei brani presenti nel dvd allegato devono essere accolti come necessario complemento al discorso e non come sola appendice opzionale), quanto a quello delle teorie di grandi pensatori come Schelling, Kirkegaard, Wittgenstein, Popper, Lyotard e molti altri. Le prime due parti del volume sono infatti dedicate a quelli che si potrebbero definire piccoli riassunti delle relazioni esistenti fra musica e metafisica nella storia della filosofia occidentale. Ogni focus è accompagnato da una fotografia dello stesso Piacentini che serve da ampliamento/confronto con il testo. La terza parte, invece, si concentra sulle implicazioni filosofiche della foto-musica, tecnica compositiva (dovuta allo stesso autore) che nasce dall’idea di un rapporto inscindibile esistente fra oggetti e loro rappresentazioni fotografiche e sonore. La foto-musica [...] affonda le sue radici in esperienze diverse quali l’etnomusicologia, il bruitismo, la musique d’ameublement, la musica concreta, la musica aneddotica, la musica mabient e la soundscape composition. Tuttavia, differisce da ciascuna di queste per il desiderio di assoluta integrazione – biunivoca in sede compositiva e performativa – fra prodotto artistico e contesto di fruizione. Un testo denso, insomma, che potrà far storcere il naso a chi crede che la musica non abbia nessuna relazione con la realtà ma sia, piuttosto, una mera piacevole distrazione dalla quotidianità. Le osservazioni di Piacentini si dispongono notevolmente lontano da tutto ciò. Non è certo l’unico modo di guardare alla realtà delle cose ma ha dalla sua carisma e profondità di pensiero.” (Francesco Fusaro)


Da “Musica” del giugno 2012:

Letture musicali. Riccardo Piacentini, I suoni delle cose

“[...] I suoni delle cose è il frutto delle esplorazioni che il suo autore ha compiuto in tantissimi paesi per raccogliere registrazioni di suoni nei più diversi contesti (‘dal mercato popolare di Tashkent alle strade e metropolitane di mezzo mondo’), da utilizzare poi ‘nelle sue musiche e nelle sue riflessioni sulla storia del pensiero filosofico dai pre-socratici ad oggi’ [...] Riccardo Piacentini, pianista, compositore e saggista, percorre un cammino a ritroso che dalla musica arriva alla filosofia e da questa ritorna alla musica, o meglio alla composizione musicale di ‘foto-musica con foto-suoni’, da cui sono nati, a partire dal 1999, i suoi CD di sonorizzazione musicale. Nell'indagare le linee guida del pensiero che rende la musica in grado di accogliere tutti i suoni del quotidiano [...] Piacentini è affiancato, oltre che dal sociologo Revelli, anche da Sandro Cappelletto. Il volume è corredato da un DVD che riporta la versione interattiva del testo e cinquantotto audioesempi di ‘foto-musica’, con la voce di Tiziana Scandaletti. Si tratta di una lettura [... di] vivo interesse per l'arditezza dell'impostazione e l'ampiezza delle ricerche intraprese.” (Sergio Pagliantini)

Da “Il Sole 24 Ore” del 20 maggio 2012:
Il cosmo nel foto-suono

“Riccardo Piacentini è un compositore che riflette sulla musica, e con particolare consapevolezza di quanto possa essere rischioso teorizzare, riflette sulla propria musica, senza compiacimenti (e per questo parliamo volentieri di lui) bensì con forte volontà di comunicare. Ciò che imprime un marchio di fabbrica al suo lavoro di musicista, che amplia contettualmente ma anche nell'immagine esterna la sua attività di compositore, è la sua fedeltà a un istante assoluto: quello in cui il suono raggiunge l'ascoltatore e provoca in quest'ultimo un mutamento, anche minimo, anche infinitesimo, ma irreversibile. Per aiutarsi in questo suo ‘Kunstwollen’ (poiché Piacentini è interamente uomo di musica, e il suo intento è fare musica a oltranza, teorizzando, quando lo fa, non per strategia bensì per volontà maieutica, ossia per tentare di far nascere la musica nell'animo e possibilmente nel corpo e nella fisicità degli altri), egli pone, in ciò che fa, la propria faccia, la propria figura. Non soltanto la sua. Com'è noto persino in luoghi remoti del pianeta, e lo diciamo senza iperbole poiché è così, Riccardo Piacentini è legato a Tiziana Scandaletti, cantante e donna di spettacolo dello stile inimitabile, in una coppia di vita vissuta insieme e di arte teatrale e musicale ideata in rara consonanza. Questa semplice premessa, che si adatta certamente a molti altri musicisti ma sovente in misura incompiuta e discontinua, ci permette di definire il libro con il quale Riccardo Piacentini si presenta al pubblico come qualcosa di più di un teorico che rifletta sulla propria arte. Si presenta come filosofo della propria musica, e, in forma mediata, come filosofo della musica tour court. Lo sfondo di pensiero e di esperienza che nel libro appare sempre, anche contro luce, è un fine per così dire cognitivo: il riconoscere e il far riconoscere che il musicista, al centro della propria irradiazione di musica, è il punto d'intersezione di infinite realtà del mondo esterno e interiore, di tempo e di spazio, di intelligenza e di emozioni, di empatia e di astrazione. Il concetto la cui formulazione si deve a Piacentini, quello di ‘foto-suono’, ha in sé un nucleo che richiama all'origine del nostro cosmo. È quell'origine in cui, emergendo all'improvviso da una specie di nulla che tuttavia non è il Nulla, la luce-energia è tutt'uno con quel misterioso suono-energia la cui eco è diffusa nello spazio-temporalità cosmica, e della quale la scienza ha innumerevoli testimonianze. Molto personali, indubbiamente, le idee su cui il libro di Piacentini si fonda. Ma in realtà queste pagine sono tutte volte a creare una ‘entente cordiale’ con la tradizione filosofica d'Occidente. L'autore compie una ricognizione, alla ricerca di segni di una poetica del foto-suono a partire da Misone di Chene (uno dei Sette Sapienti), per giungere, attraverso Aristotele, Plotino, Boezio, Grossatesta, Galilei, Lotze, Schelling, Kierkegaard, Nietzsche, agli a noi prossimi Adorno, Benjamin, Gadamer, Rosenzweig, Lyotard, Spirito. Nel CD accluso, il concetto di foto-suono è disegnato e definito, fra l'altro, dalla voce illimitatamente plasmabile di Tiziana Scandaletti. Nell'Appendice sono riprodotti i testi di gran parte delle ‘foto-musiche’ composte tra il 1999 e il 2009.” (Quirino Principe)

Da “Classic Voice” dell'aprile 2012:
Riccardo Piacentini. I suoni delle cose. Poetica del foto-suono tra Filosofia, E(ste)tica e Musica (Curci, 352 pagine + dvd)

“Un reportage sonoro lungo un decennio, suoni d'ambiente quotidiani, raccolti in tutti i continenti e contesti – mercati, strade, metropolitane – e inseriti in progetti musicali, quali frammenti attivi del paesaggio sonoro. In questo libro, strutturato come uno spartito e corredato da un DVD con 58 esempi di foto-musica, Riccardo Piacentini, coadiuvato da amici che hanno seguito e condiviso il cammino della foto-musica, rende giustizia alle ‘minoranze acustiche’ e ne esplora la poetica alla luce del pensiero di grandi filosofi, Schelling in testa.” (Rosa Alba Bucceri)

Da “Il Corriere della Sera”, inserto “Corriere del Veneto”, del 12 aprile 2012 (sulla performance dell'11 aprile a Venezia, Teatro La Fenice, Sale Apollinee):
Piacentini: «Catturo i suoni delle cose. Viaggi nella musica»

“Un viaggio nel suono, o meglio un viaggio tradotto in suono. È quello che ci propone Riccardo Piacentini [...] in I suoni delle cose (ed. Curci, Milano 2012, euro 37,00). Da Pechino a Baltimora, dalla California all'India, Piacentini racconta i suoi ‘foto-suoni’ – idea brevettata – e lo stretto legame con la filosofia. [... Alle nostre domande così risponde l'autore:] «È un'esigenza nata nel '99 per catturare esperienze acustiche d'ogni tipo. Avevo avuto una commissione dalla Biennale di Fotografia di Torino per un'esposizione fotografica e mi è balenato lo stretto legame tra musica e luoghi. [...] nel mio libro parlo molto di estetica, del legame che fin dall'antichità i filosofi hanno studiato e approfondito con la musica, e che i musicisti hanno colto molto meno. [... La voce è] il foto-suono più completo che esista, e il più umano. Sono convinto che la musica assoluta non esista, l'espressività va al di là della bella fattura di un lavoro, e la voce rappresenta al 100% quest'idea [...] l'espressività va al di là della bella fattura di un lavoro, e la voce rappresenta al 100% quest'idea». Dall'esperienza a fianco di maestri quali Ennio Morricone, Franco Donatoni e Carlo Pinelli, Piacentini ci regala un'esperienza nuova. E insieme a lui Tiziana Scandaletti ce l'ha resa chiara interpretando la suggestiva ‘Stripsody’ di Cathy Berberian.” (Orsola Bollettini)

Da “Suonare News” del gennaio 2012:
Paesaggi sonori tra filosofia e musica

“Il paesaggio sonoro è dato dall'insieme di tutti i suoni [...] che ci circondano. Il foto-suono è un estratto del paesaggio sonoro, registrato da una tra le infinite posizioni possibili. La foto-musica è il risultato compositivo, nato dall'organizzazione dei foto-suoni. L'espressione che sintetizza questo processo, foto-musica foto-suoni ©, è stata coniata dal compositore torinese Riccardo Piacentini. Il tomo, edito dalla Curci, è stato curato dallo stesso Piacentini: un avvincente percorso, dalla foto-musica agli albori della civiltà greca, attraverso la storia della filosofia [...] Al volume è allegato un dvd, con 58 audioesempi, interpretati dal soprano Tiziana Scandaletti. Con Cage, non resta che augurare Happy Ne (Y)Ear(s)!” (Antonio Galanti)

Da “Civiltà cattolica” del novembre 2011:
Musica totale

“Il compositore torinese Riccardo Piacentini regala ai suoi lettori un libro di stupefacente originalità e – aggiungiamo – spiritualità. Spaziando, nel farlo, da Schönberg a Hannah Arendt, da Giotto a Berg, da Haydn a Camus. Uomo irrequieto, è perennemente in viaggio attraverso i cinque continenti [...] La poetica musicale di Piacentini non solo scava nel suono, nella sua percezione [...] elevando un inno alla vita [...] ma è pure attentissima a ravvisare potenti analogie fra visione e ascolto, con uno spiccato penchant per la fotografia. Musica e poetica della ‘realtà’, ma della realtà sublimata e trascesa che dovrebbe, secondo Piacentini, fungere da salutare ‘antidoto al becero inquinamento’ e da ‘traccia di una civiltà intelligente’. Agire dialogando, dialogare agendo, scrive Piacentini [...] Il concetto di ‘foto-suono’ è dall'autore accostato a quello d'una visione organica e totalizzante dell'esperienza musicale, tale da dettare non solo [...] la grammatica e sintassi di questo libro, ma anche, e forse prima di tutto, le regole che guidano la mano del compositore e che ne confortano la felice inventiva. Sicché la visione e il suono, entrambi sorretti da un'attitudine contemplativa ed esperienziale di rara sincerità e sostanza, divengono, in Piacentini, parola. Anzi, Parola.” (Carlo Alessandro Landini)

 



 

Rive-Gauche Concerti
Strada degli Alberoni 12/22, 10133 Torino - Tel. e fax +39.011.6614170
Copyright © 2017 Rive-Gauche Concerti