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Interviste

Seguono alcune delle interviste sulla vocalità che TIZIANA SCANDALETTI ha rilasciato.

Dall'intervista del 29 settembre 2007 su Radio Classica

Radio Classica (Giacomo Giuliani): Andiamo a scoprire le ultime novità interessanti di musica contemporanea. Già qualche mese fa avevamo presentato il primo volume di questa collana dedicata alla Voce contemporanea in Italia della Stradivarius. Sono usciti nel frattempo il secondo e il terzo volume. Ne parliamo, ma parliamo anche di altro, con uno dei due musicisti implicati in questa operazione musicale [...] Potremmo ascoltare un brano dal volume secondo e poi parliamo con il soprano Tiziana Scandaletti, in particolare della vocalità. Magari ci svelerà qualche segreto, qualche cosa che può interessare l’ascoltatore. Allora ascoltiamo dalle «Quattro Canzoni popolari» di Berio il brano dal titolo «Ballo» su testo di autore ignoto siciliano: Tiziana Scandaletti, soprano, pianista Riccardo Piacentini. [... ascolto del brano] Volevo chiedere al soprano Tiziana Scandaletti qualcosa sulla vocalità di questo brano e più in generale sulla musica contemporanea.

Tiziana Scandaletti: Buongiorno.

Radio Classica: Per una cantante qual è l’approccio sia al testo sia alle particolarità vocali per fare musica contemporanea, se si può fare distinzione rispetto al campo ottocentesco?

Tiziana Scandaletti: Certo. Diciamo che le corde vocali sono le stesse da secoli e quindi anche la tecnica vocale e il mantenimento di un apparato fonatorio sano richiede un’unica tecnica. Poi però c’è un’estensione: infatti la cosa interessante è che negli Stati Uniti si parla di tecniche estese quando si parla di tecniche riferite alla musica contemporanea. C’è un’estensione della tecnica per eseguire alcune impervietà che vengono richieste da queste partiture; però la partenza è sempre una tecnica di impostazione di tipo tradizionale. Per me si tratta di riportare certi ‘gesti’ in una determinata maniera, determinate agilità e soprattutto - come lei ha sottolineato con molta attenzione - un’importanza particolare viene data alla parola, alla pronuncia che parte sicuramente dalla tradizione liederistica mitteleuropea e viene ulteriormente riproposta in tutte le forme della musica contemporanea.

Radio Classica: Quindi lei dice che come linea di tendenza c’è una grande aderenza al testo...

Tiziana Scandaletti: Una grande aderenza al testo e soprattutto una grande partecipazione fonatoria al testo perché nella musica contemporanea entra in qualche modo culturalmente il rumore, il suono, la parola e come sottolineava Cathy Berberian quando ricordava il momento in cui Berio aveva scoperto il rumore quotidiano accanto al suono e alla parola. E’ la cantante che deve proprio interpretare la parola non solo come voce, come emissario belcantista, ma qualche volta proprio come rumore e quindi ponendo la sua attenzione solo alla vocale come nel belcanto, ma anche alla consonante. L’elemento fonatorio diventa strumento propulsivo sia dal punto di vista tecnico che espressivo.

Radio Classica: E’ interessante. Io non sono un esperto di vocalità, ma lo trovo estremamente interessante. Ora potremmo dare un altro spazio ad un vostro disco, se siete d’accordo. Dal terzo volume: di Fabio Vacchi si potrebbe ascoltare «Mignon». [... ascolto del brano] Abbiamo ascolato «Mignon» di Fabio Vacchi nell’interpretazione di Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini al pianoforte in questo terzo CD della Stradivarius per una raccolta di tre CD dedicati alla vocalità in Italia. Ecco io ora volevo ringraziare Tiziana Scandaletti e Riccardi Piacentini per la disponibilità [...] Chiudiamo magari dopo i saluti con un altro brano da questo terzo CD di Alberto Colla: una lirica su testo tratto dal poeta Rilke che a me piace molto. Andremo ad ascoltare... Grazie e in bocca al lupo per le vostre iniziative.

Riccardo Piacentini: Grazie e buongiorno a tutti.

 

Dalla intervista del 19 settembre 2007 su RSI, Radio Svizzera Italiana

Radio Svizzera (Giovanni Conti): [Ascolto di Mignon. Über die Sehnsucht, di Fabio Vacchi] Abbiamo ascoltato la voce di Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini in una pagina che porta la firma di Fabio Vacchi, Mignon del 1990, un brano che conclude un CD di recente apparizione e che è il terzo volume di una serie intitolata «La voce contemporanea in Italia». Protagonisti sempre Tiziana Scandaletti e Riccardo Piacentini. Come molti ricorderanno, il primo volume era dedicato a Corghi, Dallapiccola, Guaccero, Nono, Petrassi, Scelsi e Piacentini stesso e il secondo a Morricone, Maderna, Gentile Mosso, Berio e Sciarrino (con l’occasione si aveva anche la partecipazione della violoncellista Madeleine Shapiro). In questo terzo CD invece ci si è occupati di Clementi, Colla, Lombardi, Manzoni, Pinelli, Solbiati e appunto Vacchi [...] Prima di passare il microfono alla Signora Scandaletti, io propongo di ascoltare almeno una pagina del brano di Luca Lombardi. [Ascolto di Ophelia-Fragmente, nr. 2 di Luca Lombardi] La voce di Tiziana Scandaletti, il pianoforte di Riccardo Piacentini in questi ‘Frammenti’ di Luca Lombardi del 1982, composti da due parti di cui abbiamo ascoltato l’inizio della seconda. Ora abbiamo al telefono Tiziana Scandaletti.

Tiziana Scandaletti: Buongiorno.

Radio Svizzera: [...] Dunque un’esperienza che è stata tutta in divenire, in crescita, questa dei tre volumi dedicati alla Voce contemporanea, dove il brano specifico che abbiamo ascoltato, ma anche quelli di molti altri autori italiani, chiedono di incontrarsi con un mondo diverso, un mondo che non è propriamente quello che ci si attenderebbe da un autore italiano, cioè con la sfera culturale germanica.

Tiziana Scandaletti: Il catalogo in questo senso è molto importante e anche per me molto significativo. Io insegno Musica Vocale da Camera al Conservatorio di Vicenza e quindi frequento spesso la Liederistica tedesca, che cerco di trasmettere anche ai miei allievi. La tradizione mitteleuropea mi appartiene per formazione, per cultura, ed è stato molto bello e molto interessante vedere come i compositori italiani vi si rapportino. Fabio Vacchi, ad esempio, si confronta con un testo goethiano notissimo e non si può non pensare alle interpretazioni dello stesso testo di Schubert, di Schumann e di Wolff, per poi passare con Pinelli a Heine e con Colla e Manzoni a Rilke. Ne esce così un ampio panorama, estremamente sfaccettato e ricco di significati letterari. Pensiamo a Du Dunkelheit di Manzoni, a quel senso di oscurità (Dunkelheit appunto), oppure alla ricerca delle linee create da Dio, che sono le linee stesse della vita che solo Dio può rintracciare, nel pezzo dagli Hölderlin Lieder di Solbiati, oppure alle sfumature di umanità e grazia sul tema della pazzia nelle Due liriche da Rilke di Colla.

Radio Svizzera: Il pezzo di Colla che sentiremo tra non molto... Una domanda ora che magari le potrà sembrare banale: per chi si accosta alla “musica contemporanea” – chiamiamola così – la musica del secondo Novecento, spesso notiamo che in situazioni vocali come nel suo caso al solista vengono richieste delle vere e proprie arditezze...

Tiziana Scandaletti: Sì, è vero.

Radio Svizzera: Questo deriva solo dal fatto che i compositori del secondo Novecento fino ad oggi hanno un’apertura – e non voglio entrare nel dettaglio – che è diversa da quella a cui erano legati i compositori precedenti? O, dal punto di vista della tecnica vocale, rispetto alle arditezze del passato alla fin fine non cambia molto? Ripeto, scusi la banalità.

Tiziana Scandaletti: No, è una domanda estremamente interessante.

Radio Svizzera: Per il nostro pubblico, giusto per capire meglio...

Tiziana Scandaletti: La ringrazio per questa domanda, anche perché lei trovo abbia centrato due aspetti importanti: da una parte è sicuramente la scrittura che cambia perché in alcuni autori – ad esempio Manzoni – all’interprete viene richiesto un tipo di emissione che è quasi strumentale. Sembra proprio che il compositore abbia pensato più a uno strumento a fiato che alle corde vocali umane. D’altra parte anche nel Barocco c’erano gli scambi, i giochi tra gli strumenti a fiato e la voce negli effetti concertanti, ed anche vero che la tecnica vocale in qualche modo si evolve; sicuramente nella seconda metà del Novecento il concetto di rumore è entrato prepotentemente anche nella tecnica vocale. Certe arditezze, certi intervalli ampi, certo modo di pronunciare il suono sono una maniera per astrarre tecnicamente un aspetto della quotidianità e inserirlo metaforicamente anche nella tecnica vocale.

Radio Svizzera: La ringrazio. È stata molto molto chiara. Ci ha fatto capire benissimo. Dunque io, prima di chiudere questo nostro collegamento e sicuramente non mancheranno occasioni per tornare a parlare con la Signora Scandaletti [...], vorrei proporre un ascolto di un’altra pagina, questa volta del citato Alberto Colla, Irren im Garten su testo di Rainer Maria Rilke. [Ascolto di Due liriche da Rilke, nr. 1 di Alberto Colla] Saluto Tiziana Scaldaletti sulla note di Giacomo Manzoni, per ricordare così i suoi settantacinque anni. Grazie a voi tutti. [Ascolto di Due Dunkelheit di Giacomo Manzoni]


Dalla intervista del 31 ottobre 2006 su Radio Classica

Radio Classica (Giacomo Giuliani): «Vogliamo oggi proporvi l’ascolto di alcune pagine musicali tratte da due CD di musica contemporanea. Si tratta dei CD Stradivarius La voce contemporanea in Italia interpretati dal Duo Alterno, Tiziana Scandaletti soprano e Riccardo Piacentini compositore e pianista. [...] Abbiamo in linea con noi il soprano Tiziana Scandaletti, voce del Duo Alterno, a cui chiediamo che cosa significhi per una cantante d’oggi affrontare questo tipo di letteratura musicale.»

Tiziana Scandaletti: «Buongiorno a tutti. Posso dire che non si tratta di rinnegare la formazione belcantistica, ma di estenderla verso nuove possibilità di emissione vocale. La cultura anglosassone, in particolare quella americana, usa una locuzione precisa per intendere questo “sconfinamento": extended techniques. Le “tecniche estese” non sono altro che una integrazione di quelle che lo studioso di belcanto già conosce. Diceva Cathy Berberian che sua figlia le diceva di essere ben più sfortunata di sua madre perché le toccava studiare più storia. Così accade a un cantante che non voglia fermarsi al repertorio di cent’anni fa. Le “tecniche estese” ti impegnano a studiare di più, a conoscere aspetti della vocalità che si aggiungono agli stereotipi sette-ottocenteschi... e questo non vuol dire che non si possa cantare l’uno e l’altro repertorio. Certo nella nostra epoca in cui lo specialismo imperversa bisogna fare delle scelte, ma questo non significa che si sia esonerati dal conoscere e studiare un ampio ventaglio di tecniche.»

R. C.: «Molto bene. Grazie. Ascoltiamo ora due lavori tratti dal primo CD Stradivarius La voce contemporanea in Italia. Si tratta di Due liriche di Saffo di Goffredo Petrassi e Tre canti di primavera di Giacinto Scelsi. Interpreti Tiziana Scandaletti soprano e Riccardo Piacentini compositore e pianista: il Duo Alterno.»

 

 

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