Per “foto-suono” intendiamo un
estratto di paesaggio sonoro. Il foto-suono si può cogliere, a livello
percettivo immediato o tramite registrazione, solo dopo aver preso atto che il
paesaggio sonoro esiste. Grazie a questa consapevolezza sarà anche possibile
determinare il grado di
governabilità e progettazione del suono museale
.
Il foto-suono corrisponde, metaforicamente, a «una fotografia sonora dell'ambiente circostante». Questa può rappresentare una panoramica più o meno grandangolare oppure focalizzare singoli aspetti. In tutti i casi il foto-suono non fa che selezionare parti del paesaggio sonoro estraendone fotogrammi acusticamente connotanti.
A differenza dell'obiettivo di un apparecchio fotografico, l'obiettivo-microfono può rimanere aperto per un lasso di tempo variabile senza che il “prolungamento dell'esposizione” generi effetti di immagini sequenziali verticalmente sovrapposte: il suono si articola infatti nel tempo, orizzontalmente.
La musica intesa come
«suono organizzato»
è l'arte del tempo,
così come la “foto-musica con foto-suoni”® e
ogni altra tipologia musicale che si relazioni strettamente allo spazio per cui è concepita
(paesaggio sonoro incluso) è arte
del tempo per e nello spazio.