Legenda - Ipotesi progettuali (classificazione ‘A’ dei suoni utilizzabili)

La schematica pentapartizione che qui suggeriamo come punto di partenza per lo studio specifico di una più accurata tipologia di sonorizzazione rappresenta cinque differenti punti di vista, a seconda delle caratteristiche della diffusione sonora. Il rapporto tra dimensione temporale, spaziale e acustico-percettiva è in questo caso fondamentale. Si tratta di suoni che agiscono nell'ambiente, sull'ambiente e per l'ambiente. La loro funzionalità non è solamente e strettamente musicale, ma si relaziona profondamente allo spazio e al contesto.

1) Suoni del silenzio sono quelli che valorizzano le caratteristiche di silenziosità del museo a) assecondando l'assenza già in atto, oppure b) “correggendo” e attenuando, entro i limiti possibili, il paesaggio sonoro presente.

2) Suoni carsici sono quelli che con varia e funzionale interattività si immergono ed emergono dal paesaggio sonoro museale, simili a un fiume carsico che a tratti affiora e poi scompare.

3) Suoni diffusi sono quelli che si irradiano nell'ambiente come luce soffusa, perlopiù tenue e omogeneamente distribuita, con tipici effetti di dissolvenza acustica.

4) Suoni mirati, o direzionali, sono quelli orientati in punti spaziali definiti, dalla a) tipologia del raggio laser-acustico, alla b) tipologia del suono contenuto a uno specifico ambiente, alla c) demarcazione acustica con netto “effetto-soglia”.

5) Suoni policentrici sono quelli che provengono da fonti percepibilmente diverse, site in spazi tra loro comunicanti, con sensibile “effetto-calamita”.